Palermo, tra le città più belle d’Italia

Il capoluogo siciliano, Palermo, vanta un centro storico tra i più vasti e belli d’Europa…

Palermo è una delle città più belle d’Italia. Il capoluogo siciliano è tripudio di storia e tradizioni. La città è ricchissima di monumenti e il centro storico è tra i più vasti d’Europa. Crocevia di popoli, i suoi mille volti narrano secoli di storia e di dominazioni: è stata una città fenicia, greca e romana, capitale araba dopo i bizantini e, poi, del Regno di Sicilia e del Regno delle Due Sicilie, con normanni, svevi, francesi e spagnoli.

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Palermo mostra le testimonianze del suo glorioso passato. La storia di questo luogo rivive nella grandiosità del suo patrimonio artistico ed architettonico. Qui convivono in armonia cupole arabe, chiese barocche, edifici in stile liberty, teatri neoclassici, cappelle gotiche, bizantine e rinascimentali, palazzi orientali. Nel centro storico si trovano spazi verdi settecenteschi, brulicanti mercati storici simili ai suq arabi, ampi viali e vicoli caratteristici. La visita di questa città è, inoltre, condita dal calore del clima, dalla vivacità dei palermitani e dalle sue prelibatezze gastronomiche.

Il ricco panorama monumentale di Palermo

Pochi luoghi al mondo riescono ad offrire un ricco panorama monumentale, storico e naturalistico come Palermo. In ogni angolo della città sorgono chiese, piazze, palazzi o porte che deliziano il visitatore che esplora le sue strade.
Nel capoluogo siciliano ci sono così tante attrazioni e la sua vita è così movimentata, sia di giorno che di notte. Durante la visita della città resta solo da scegliere cosa vedere, fare o assaggiare!

Palermo è molto amata anche per il suo mare cristallino, come nella bellissima spiaggia di Mondello, e per i suoi tanti contrasti. Nel capoluogo siciliano un trionfo di barocco si nasconde dietro quartieri popolari; l’oro bizantino spunta dalla bolgia dei mercati rionali, l’eccellente cibo di strada compete con i pregiati piatti a base di pesce. La quiete della domenica mattina scende sul caos del sabato notte alla Vucciria.

Centro storico di Palermo Patrimonio Mondiale dell’Umanità

Nel 2015 il centro storico cittadino è stato dichiarato dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità con l’itinerario Arabo Normanno di Palermo, Monreale e Cefalù, un percorso che ripercorre due civiltà attraverso preziosissimi contenuti artistici. Sulle magnifiche vestigia lasciate dagli Arabi si innestò la dominazione Normanna, che trasformò l’esistente secondo il proprio stile, arricchito dalla competenza artistica e tecnica delle maestranze arabe. Il risultato fu un capolavoro assoluto e unico, oggi denominato arabo-normanno per la singolare commistione di generi architettonici.

Tra i monumenti di quest’itinerario che si trovano a Palermo c’è il Palazzo Reale o dei Normanni, che sorge nel nucleo più antico della città, sopra un insediamento punico, ed è sede dell’Assemblea Regionale Siciliana. È la più antica dimora reale d’Europa. Costruito per ospitare gli emiri Arabi, fu in seguito ingrandito e occupato dai Normanni, dei quali divenne residenza e centro del potere, e poi dai viceré spagnoli. Il suo stile variegato conserva le tracce delle diverse culture passate da qui. Al suo interno ospita magnifiche sale, cortili, giardini, mosaici, ma soprattutto un gioiello d’arte incredibile, la Cappella Palatina, da molti considerata la chiesa più bella della Sicilia.

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La bellissima Cattedrale di Palermo, capolavoro dell’arte siciliana

Da non perdere anche la maestosa Cattedrale di Palermo, capolavoro dell’arte siciliana. Il suo esterno è spettacolare, con un’architettura unica ed è una preziosa testimonianza di espressioni artistiche diverse, un melting pot di stili. L’interno, in stile neoclassico, a croce latina e a tre navate, custodisce le spoglie di diversi re e regine, come Federico II di Svevia e Ruggero II, e quelle di Santa Rosalia, patrona di Palermo. Nella cripta c’è il “Tesoro della Cattedrale”, che comprende una raccolta di opere d’arte risalenti all’età dei Normanni e fino all’Ottocento e di gioielli reali, come la bellissima corona dell’imperatrice Costanza d’Aragona, prima moglie di Federico II. Dai Tetti della Cattedrale è possibile ammirare un bellissimo panorama su tutta la città.

La bellissima Cattedrale di Palermo

Tra gli esemplari più interessanti dell’arte siculo-normanna c’è la chiesa medievale di San Giovanni degli Eremiti, uno dei monumenti simbolo di Palermo e tra gli edifici ecclesiastici più affascinanti e singolari della città. Questo complesso, confinante con l’antica cinta muraria medievale sudoccidentale, situato nei pressi del Palazzo dei Normanni, deve il suo fascino alle esotiche cupolette intonacate di rosso che coprono la chiesa. L’interno, semplice, geometrico, piuttosto spoglio, è un mix tra stile musulmano e normanno, abbellito da sorprendenti effetti di luce. Dell’antico monastero benedettino oggi resta l’elegante chiostro del ‘200 con il lussureggiante giardino mediterraneo ottocentesco.

La Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, tra i gioielli d’arte bizantina a Palermo

Nel cuore della Palermo più antica c’è la Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, gioiello d’arte bizantina, nota come la “Martorana“. Costruita nel 1143 dall’ammiraglio Giorgio d’Antiochia, servitore del re normanno Ruggero II, è una delle più belle chiese bizantine in Italia. Spicca il contrasto tra lo stile arabo-normanno e le successive aggiunte barocche seicentesche.

Accanto alla Martorana, un altro splendido edificio, la Chiesa di San Cataldo. Dall’architettura davvero insolita e dalle arabeggianti cupole rosse, fu costruita nel XII secolo come cappella di un sontuoso palazzo, oggi non più esistente. E’ un esempio peculiare della cultura araba al servizio dei sovrani normanni. La chiesa, che in passato ha svolto perfino la funzione di ufficio postale, è ora sconsacrata al culto ed affidata alle cure dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Parte dell’itinerario arabo-normanno, Patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco, è anche il Palazzo della Zisa, uno dei monumenti siciliani più importanti. Il gran conte Ruggero e i suoi discendenti vollero creare un paesaggio ideale, realizzando nella grande Piana di Palermo un immenso Parco Reale. All’interno spendide dimore per lo svago ed il riposo circondate da magnifici giardini, padiglioni di caccia, laghi artificiali e peschiere. Il Castello della Zisa era la residenza estiva della famiglia reale. Il parco all’esterno del palazzo è straordinario, mentre all’interno è ospitato il Museo di Arte Islamica ed è possibile ammirare le architetture arabe che hanno creato un primitivo sistema di climatizzazione impressionante e geniale.
All’interno di quello che fu l’esteso parco di caccia dei re normanni si trova il Palazzo della Cuba. Questo sontuoso edificio presenta i tratti peculiari dell’architettura arabo-normanna, è coevo a quello della Zisa, che eguaglia in magnificenza, ed era uno dei “sollazzi” regi (luoghi di delizie), un tempo circondato da un magnifico parco con vigneti, frutteti e una grande peschiera.

Le due Porte di Palermo, i Quattro Canti e “Piazza della Vergogna”

Due porte segnano l’inizio e la fine della centralissima Via Vittorio Emanuele, Porta Nuova, accanto al Palazzo dei Normanni, e Porta Felice, sulla strada che costeggia il mare. A circa metà della famosa via, la più antica della città, si trovano i Quattro Canti, il centro della Palermo barocca, la seicentesca croce di strade che divide la città in quattro parti, una piazza formata dall’incrocio delle due vie principali, una struttura perfettamente ottagonale in cui si alternano strade e quinte architettoniche. Le facciate che compongono la piazza, durante il giorno, sono sempre illuminate dal sole almeno da un lato e rappresentano i 4 fiumi di Palermo, le 4 stagioni, i 4 storici sovrani della città e 4 sante protettrici palermitane.

I Quattro Canti – Palermo

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Poco distante sorge Piazza Pretoria, nota come “Piazza della Vergogna” per la fontana che ne occupa tutto il centro e che è adornata da statue nude proprio di fronte al monastero delle suore di clausura di Santa Caterina. La cinquecentesca Fontana Pretoria, imponente ed elegante, è una delle più belle d’Italia. Sulla piazza si affacciano Palazzo Pretorio (o Palazzo delle Aquile), sede del Comune, Palazzo Bonocore, Palazzo Bordonaro, la magnifica chiesa barocca di Santa Caterina e la splendida Chiesa di San Giuseppe dei Teatini, uno degli esempi più belli del primo barocco siciliano, elegante e dal notevole livello artistico.

I teatri di Palermo

Tra i luoghi più importanti della grande tradizione culturale palermitana ci sono il Teatro Massimo e il Teatro Politeama. Il Teatro Massimo Vittorio Emanuele è il più grande edificio lirico d’Italia e il terzo d’Europa. La sua struttura è in stile neoclassico-eclettico ed è celebre e molto fotografata la sua imponente scalinata di ingresso, con i due leoni ai lati che sorreggono le allegorie della tragedia e della lirica. Inaugurato alla fine dell’Ottocento, oltre alla magnificenza esterna, vanta un’acustica perfetta, con effetti di amplificazione naturale.

Il Teatro Massimo di Palermo

Il Teatro Politeama ospita la famosissima Orchestra Sinfonica Siciliana ed è un armonioso e imponente edificio di stile pompeiano, collocato in una delle piazze più belle e vivaci di Palermo. Doveva essere il “Teatro del popolo” e la sua caratteristica sala a ferro di cavallo aveva una capienza di 5.000 spettatori. Inizialmente, il teatro era all’aperto, come un’arena, senza la copertura, che fu aggiunta solo tre anni dopo l’inaugurazione. La parte più suggestiva è sicuramente l’esterno, che, con la sua forma circolare, ricorda un po’ il Pantheon.

I Palazzi storici di Palermo

Le attrazioni di Palermo sono numerosissime. Fare un elenco completo è pressoché impossibile. Tra le tante altre mete che meritano una visita ci sono: la Chiesa del Gesù, conosciuta con il nome di Casa Professa, una delle più fastose di tutta la Sicilia, tra le massime espressioni dell’arte barocca, nella sua forma più ricca ed esuberante, dichiarata Monumento Nazionale nel 1892; il Palazzo Chiaramonte-Steri, un edificio che sembra quasi un castello, del 1320, oggi sede del rettorato dell’Università di Palermo; Palazzo Gangi, noto per essere stato il set dove è stato girato il film “Il Gattopardo” di Visconti; Palazzo Mirto, con decorazioni e mobili originali, che mostra lo stile di vita di una ricca famiglia palermitana del ‘700; Palazzo Branciforte, che ospita un’enorme collezione archeologica, con importanti reperti della Magna Grecia; svariati palazzi in stile liberty e splendidi villini; la “Stanza Blu”, conosciuta come la Camera delle Meraviglie, scoperta dentro un appartamento a seguito di una recente ristrutturazione. La Camera è ricca di caratteri arabi, scritte in oro e argento, con la volta dipinta con disegni di lucerne, di cui non si conosce la funzione e che potrebbe essere stata una moschea segreta o il laboratorio nascosto di un alchimista.

Altri itinerari da scoprire a Palermo

L’Orto botanico, che ospita diverse specie di piante mediterranee ed esotiche e di alberi, il ficus più grande d’Europa e serre e sembra un pezzo di Africa in Sicilia; Villa Giulia, accanto all’orto botanico, il giardino pubblico più bello e antico di Palermo, con statue, fontane e panchine; la Palazzina Cinese, un edificio esotico voluto da Ferdinando I di Borbone, una meraviglia con decori, curiosità, simbolismi e significati esoterici, che si trova dentro il bellissimo Parco della Favorita, il più grande parco urbano d’Europa; la zona del Porto di Palermo e, quindi, la Cala, un iconico porticciolo a forma di “U”, ed il Foro Italico, un’enorme area verde e lungomare tra la Cala e Villa Giulia; la Palermo sotterranea e i Qanat arabi, strette gallerie lungo le quali si aprivano pozzi verticali in comunicazione con la superficie per consentire l’approvvigionamento idrico, una rete di scavi molto suggestiva da visitare e legata anche alla setta dei Beati Paoli; la Casa Museo Stanze al Genio, un’impressionante collezione di maioliche, una delle più grandi al mondo, in un’elegante abitazione privata; il Museo Internazionale delle marionette Pasqualino ed il Teatro Argento, gestito da una famiglia di pupari, per assistere ad uno spettacolo di Teatro dei Pupi; il Santuario di Santa Rosalia, Patrona di Palermo, e Monte Pellegrino, nella città, riserva naturale, che chiude a nord il Golfo di Palermo e contiene, oltre al Santuario, anche monumenti, antichi palazzi e il complesso delle Grotte dell’Addaura con i loro graffiti rupestri del paleolitico.

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Gli storici mercati rionali e la gastronomia di Palermo

Da non perdere, nel capoluogo siciliano, gli storici mercati rionali, un’esplosione di colori, sapori, suoni, profumi, delle mille espressioni del carattere e della lunga storia di integrazione e sincretismo culturale di questa città. Il mercato di Ballarò, uno dei più grandi e tipici, è il più antico di Palermo, coloratissimo, con i migliori prodotti siciliani e, di sera, un centro nevralgico della movida palermitana. Il mercato della Vucciria, uno dei più belli della città, antico, perfetto per assaggiare il migliore cibo di strada palermitano, che la sera si trasforma in un impressionante formicaio di gente, tra musica, locali e bancarelle di street food, cuore della vita notturna, affollato di studenti fino all’alba. Il mercato del Capo, storico, dall’atmosfera indimenticabile, tra i luoghi più folkloristici della città. Il mercato di Borgo Vecchio, che si trova vicino al porto ed è aperto anche la notte.

Conoscere Palermo e la sua cultura, scoprire la sua storia millenaria e godere il meglio di questa città passano anche attraverso la scoperta della sua straordinaria gastronomia, risultato della sovrapposizione di molteplici culture. Nella capitale italiana dello street food non si può non provare le crocchè, le arancine, il “pani câ meusa”, lo sfincione, le “stigghiole”, le panelle, le fritture di pesce o verdure, il “purpu vugghiutu”, la frittola, la quarume. Anche la pasticceria palermitana è una delle più buone al mondo: tra cannoli, cassate, pasticcini alle mandorle, gelo all’anguria, torta setteveli, granite con la brioscia, iris e dolci segreti delle monache di clausura dell’ex Convento di Santa Caterina, resta solo l’imbarazzo della scelta. Riproduzione riservata

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