Il relitto di un piroscafo in legno rinvenuto all’interno del porto di Messina

L’eccezionale scoperta è stata fatta durante una campagna esplorativa subacquea. Continua a leggere…

Nel corso di una campagna esplorativa subacquea avviata organizzata da Ecosfera Diving e finalizzata – con la collaborazione e l’assistenza dei reparti subacquei della Marina Militare e della Guardia Costiera – alla documentazione del relitto della Nave “Groppo”, adagiato sul fondale del porto di Messina su una batimetrica compresa tra i 40 e i 60 metri di profondità è stato individuato il relitto di un piroscafo in legno.

Il team composto dal Tenente di Vascello Giuseppe Simeone (Comandante del Nucleo Operatori Subacquei della Guardia Costiera di Messina), Domenico Crisopulli (operatore subacqueo della Marina Militare) e Domenico Majolino (titolare del Diving Center Ecosfera di Messina), ha effettuato una prospezione allontanandosi dal relitto della Nave “Groppo” seguendo alcuni resti apparentemente appartenenti allo stesso, fino a giungere in prossimità del relitto della Nave Produgal (ex Ruskin). A circa 50 metri di distanza dalla murata di dritta del Produgal, è stato notato un relitto quasi del tutto insabbiato, ad una profondità compresa tra i 55 e i 62 metri, del quale sono visibili i resti della prora e della murata di dritta dove è possibile notare parte del fasciame in legno rivestito da altro materiale; a poppa è presente un ammasso di tubi, compatibili con quelli utilizzati per alimentare una caldaia, che sembra aver subito un’esplosione.

Il relitto è stato documentato e rilevato, benché le reali dimensioni siano solamente intuibili in quanto gli elementi costitutivi sono solo in minima parte visibili visto che la maggior parte del relitto si trova coperto dal sedimento. Alle prime immersioni sono seguite ricerche d’archivio, nonché altre indagini con operatori e veicoli subacquei, al fine di cogliere elementi distintivi che potessero consentire una identificazione certa.

Nei giorni 23 e 24 agosto 2017, sono state inoltre condotte ulteriori immersioni con il ROV (Remotely Operated Vehicle) in dotazione al Nucleo Operatori Subacquei della Guardia Costiera di Messina al fine di documentare altri utili elementi.

In base ai dati in possesso, il relitto potrebbe essere assimilabile a quello di un piroscafo in legno del XIX sec., probabilmente utilizzato per il traghettamento tra Sicilia e Calabria.

L’ipotesi identificativa già esistente, alla quale si è pervenuti sulla base delle notizie storiche acquisite, sarà definita a breve, appena conclusi gli studi condotti dalla Soprintendenza del Mare e dalla Guardia Costiera con il Diving Center Ecosfera di Messina.

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