Le arance colorano i “Quaranturi” di Castel di Lucio

Nella suggestiva chiesa di San Carlo Borromeo, di Castel di Lucio, edificata agli inizi del Seicento, si rinnova una tradizione lunga circa 300 anni. Continua a leggere per vedere il video…

A Castel di Lucio, piccolo paesino del messinese, si vive da secoli un anticipo dei riti pasquali. Prima dell’avvio della quaresima, l’ultima domenica di carnevale cominciano le cosiddette “quarantore” o “quaranturi” nella chiesa di San Carlo Borromeo. La pratica di adorazione Eucaristica in cui si prega dalla domenica di carnevale al martedì successivo, ininterrottamente per quaranta ore, prima della celebrazione eucaristica. Il momento di fede e grande devozione si conclude il martedì grasso, vigilia delle Ceneri. In questi giorni nella Chiesa si ripete anche la tradizione della decorazione con le arance.

Attraverso un’ambientazione curata nei minimi dettagli la bellissima volta a botte della chiesetta del piccolo centro nebroideo, con affreschi risalenti 1800 raffiguranti alcune scene bibliche, ognuna separata da cornici di stucco, regala ai visitatori e ai fedeli un’ammirevole effetto cromatico creato dalle decorazioni realizzate con le arance con le quali, i confrati dell’omonima chiesa, abbelliscono il luogo di culto in occasione de “i quaranturi”.

La tradizione si rinnova da circa 300 anni e trae le sue origini dalla donazione di un devoto che, a seguito di una grazia ricevuta, offrì alla chiesa l’unica cosa che possedeva: l’intera produzione di arance dell’anno agrario, del suo giardino. I frutti raccolti e legati fino a formare piccoli grappoli e trecce, fissati in strutture realizzate con il ferro, vennero impiegati per adornare la chiesa dando vita alla tradizione che alimenta ogni anno il senso di comunità che si riconosce nei suoi simboli e nei suoi valori spirituali in un momento forte e coinvolgente.. Vedi il servizio trasmesso dall’emittente televisiva siciliana OndaTv a cura di Giuseppe Salerno

La sera del Giovedì Santo, dopo la celebrazione, la Chiesa Madre viene spogliata da ogni tipo di addobbo. Tutta l’attenzione è rivolta alla cappella del Sacramento che viene addobbata con fiori e “lavureddi”, chicchi di grano germogliati al buio.

La sera del Venerdì Santo viene portata in processione la statua dell’Ecce Homo del XVI secolo, la croce, un Cristo conservato in un’urna di vetro e la statua della Madonna Addolorata.

Dopo aver percorso le vie del paese, la processione si conclude nella Chiesa Madre e la statua dell’Addolorata viene riportata nella chiesa del SS. Sacramento.

Segui BellaSicilia.it anche su Facebook: CLICCA QUI

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather

Lascia un commento

error: