Equitazione e inclusione. Un progetto per l’integrazione scolastica a Messina

Coinvolgere sia ragazzi diversamente abili che normodotati in età scolare su temi come l’inclusione, la cura e il rispetto dell’altro e della natura.

Presso l’impianto ippico “Conca D’oro” di Messina alcune classi dell’“Istituto Comprensivo San Francesco di Paola” hanno avuto modo di trascorrere la giornata scolastica in maneggio a stretto contatto con la natura e gli animali.

L’incontro si inserisce nell’ambito di un protocollo di intesa tra l’associazione “Equitando” Onlus Messina, attiva dal 2003 e centro affiliato A.N.I.R.E. (Associazione Nazionale Italiana Riabilitazione Equestre – D.P.R. 08/07/1986 n. 610), e “l’Istituto Comprensivo San Francesco di Paola”.

L’Associazione “Equitando”, si occupa, con personale specializzato, dell’organizzazione e della gestione delle attività, individuali e/o in gruppo, di rieducazione equestre. Questa va intesa come un metodo terapeutico globale, in cui, attraverso la pratica di un’attività ludico-sportiva avente come mezzo il cavallo, l’individuo viene attivato nel suo intero complesso motorio, psichico, intellettivo e sociale.

L’intesa tra il Dirigente scolastico Renata Greco, la coordinatrice Clara Pasqua e il Presidente dell’associazione “Equitando” Gianluca Paratore, ha dato vita al progetto: “Inclusione e benessere”, nel quale si inserisce l’incontro. “Riteniamo, infatti, di fondamentale importanza, coinvolgere sia ragazzi diversamente abili che normodotati in età scolare, in questo tipo di iniziative, atte a sensibilizzare gli studenti su temi come: l’inclusione, la cura e il rispetto dell’altro e della natura, oltre che a stimolare la collaborazione e l’integrazione” dice Gianluca Paratore, presidente di “Equitando” e consigliere nazionale A.N.I.R.E.

Gli alunni, accompagnati dai docenti e seguiti dal personale del centro equestre, hanno avuto modo di avvicinarsi al mondo dell’equitazione grazie alle spiegazioni degli istruttori, i quali, attraverso attività ricreative e ludico-sportive, come la pulizia del cavallo, il così detto “governo della mano” e la conduzione dell’animale al passo, hanno coinvolto tutti gli studenti.

Ragazzi e bambini in questo modo imparano a conoscere i bisogni del cavallo e a prendersene cura, rispettando tutti le stesse regole dell’approcciarsi con attenzione e rispetto all’animale. In questo processo il ragazzo disabile è coinvolto a pieno nelle attività svolte dal gruppo e insieme ai compagni acquista una maggiore responsabilità, autonomia e coscienza di sé.

Questo protocollo di intesa per l’inclusione scolastica rappresenta, quindi, un modello per tante scuole messinesi che oggi mirano non solo alla formazione culturale dei ragazzi, ma anche al raggiungimento di un buon livello di integrazione e sviluppo dei rapporti interpersonali come base per la crescita; raggiungibile solo se i singoli posseggono la maturità affettiva, se sono consapevoli del loro sentire e se riescono a rispettare la diversità e la sensibilità altrui e dell’animale, tutte prerogative della disciplina equestre.

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