Selinunte, il Parco archeologico più grande d’Europa

Dal 1993 è stato istituito il Parco archeologico di Selinunte, il più grande d’Europa con i suoi 270 ettari. Continua a leggere …

Selinunte sorge su un promontorio, vicino al mare, tra Marsala e Agrigento , a pochi chilomteri dalla città di Castelvetrano (Trapani).

Inizialmente abitata dai Sicani e poi dai Fenici, fu colonia greca a partire dal VII sec. a. C.

Dell’antica città greca, ancora oggi, sono visibili le mura, le vie principali con le abitazioni, i templi e i santuari, che sorgono tra la natura selvatica, in un’atmosfera che sembra fuori dal tempo, costituendo un museo a cielo aperto, una sfida alla misura e all’armonia.

Era la colonia greca più occidentale della Sicilia, a diretto contatto con l’area occupata dai Cartaginesi. Tutta la sua storia è condizionata da questa posizione di confine fino alla conquista romana della Sicilia. Vedi il video…

L’acropoli presenta resti archeologici di un abitato misto, punico e greco. Il dominio cartaginese durò fino alla I guerra punica quando Cartagine, per difendersi dai romani, concentrò le sue forze a Lylibeo, trasferendovi la popolazione di Selinunte, distruggendone la città ed abbandonandola alla rovina.

Intorno al X secolo un violento terremoto distrusse i monumenti dell’antica città e solo nella seconda metà del XVI secolo l’antica città greca venne riscoperta. Nel 1823 gli inglesi avviarono gli scavi archeologici e oggi nel sito si possono visitare le seguenti aree:
– la collina Gàggera, con il santuario della Malophòros;
– l’acropoli, con i templi e le fortificazioni;
– la collina Manuzza, con l’abitato antico;
– la collina orientale, con altri templi;
– le 2 necropoli, Manicalunga e Galera Bagliazzo.

Su un altopiano calcareo, con alcuni templi e altre costruzioni, è presente un’acropoli; poco lontano sono presenti altri templi, tra questi il tempio G, il più grande dei templi selinuntini, paragonabile all’Olimpico di Agrigento, il colosso dell’architettura ellenica; a causa della sue dimensioni non fu mai terminato.

Le sculture trovate negli scavi si trovano soprattutto nel Museo Nazionale Archeologico di Palermo, ad eccezione dell’opera più famosa, l’Efebo di Selinunte, una piccola statua di bronzo del V sec. a.C. raffigurante un giovanotto. La statua solitamente esposta al Museo Comunale di Castelvetrano è stata eccezionalmente collocata, per un breve periodo, all’interno del parco archelogico. Vedi il video…

L’Efebo è – insieme all’ariete di Siracusa – l’unica opera in bronzo di grandi dimensioni di epoca greca ritrovata in Sicilia.

Selinunte prende il nome dal Sélinon, il sedano che cresce ancora oggi spontaneamente che era divenuto simbolo della monetazione della città.
Tutto il materiale per costruire i templi fu ricavato dalle Cave di Cusa.

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