A Palazzo Mirto di Palermo gli abiti siciliani realizzati dal 700 a fine 800

In mostra gli abiti fra i più importanti della collezione del Museo del Costume e della Moda Siciliana di Mirto. Continua a leggere…

Le Vestiture del Regno di Sicilia” è il titolo della mostra che è stata inaugurata nel prestigioso Palazzo Mirto, nel centro storico di Palermo, ed inserita nel programma ufficiale di “Palermo città italiana della Cultura.

Alcuni abiti originali realizzati dal 700 a fine 800, fra i più importanti della collezione del Museo del Costume e della Moda Siciliana di Mirto, potranno essere ammirati tra gli splendidi saloni di uno dei più suggestivi Palazzi di Palermo appartenuti alla nobile Famiglia dei Filangeri, conti di San Marco e principi di Mirto. Proprio al paese dei Nebrodi dedicarono questa prestigiosa residenza adesso rientrante nel patrimonio culturale della Regione Siciliana. Fu infatti

Donna Maria Concetta Lanza Filangeri, su volontà testamentarie espresse dal defunto fratello Stefano, a donare nel 1982 l’antico palazzo sito tra via Merlo e via Lungarini, con tutti i suoi arredi e le svariate collezioni di oggetti d’arte, per destinarlo alla pubblica fruizione

La mostra organizzata dall’Associazione “In Sicilia” con la collaborazione del Comune di Mirto e della Regione Siciliana e curata dal Direttore del Museo, Giuseppe Miraudo, segue quella già realizzata a Bagheria all’interno di Villa Palagonia, anch’essa tra le più belle sedi culturali siciliane.

L’esposizione è stata impreziosita dall’inserimento di alcuni abiti di grande manifattura della collezione privata del professore Melchiorre Milco Dalacchi, provenienti principalmente dall’area agrigentina, dando inizio, di fatto, ad una collaborazione con il Museo per ampliare ancor più il patrimonio di abiti.

Si possono ammirare abiti ”Adrienne”o “Robe à la français” tipici del Settecento coi famosi”panier” dai tessuti pregiati come i ”broccati e le sete“ ma pure abiti da gran sera appartenuti a nobildonne siciliane provenienti da importanti casate. Non mancano gli abiti del 1860 che richiamano i ”fasti gattopardiani”, abiti da gran corte con galloni che rievocano l’unità d’Italia e perfino una rara camicia rossa di un garibaldino mirtese che prese parte alla battaglia di Milazzo. E ancora livree di note famiglie come Bordonaro, Schisò, Torricelli, Natoli, Rinaldi Gaetani e ancora corpetti, un abito”arbëreshë”ed altri accessori.

La mostra è visitabile dal martedì al sabato dalle 9 alle 18 e la domenica e i festivi dalle 9 alle 13 (lunedì chiusura settimanale) pagando un ticket d’ingresso di 6 euro (intero) o 3 euro (ridotto).

Inoltre con un biglietto cumulativo del costo di 10 euro valido, per tre giorni a partire dall’acquisto, si potranno visitare Palazzo Mirto, Palazzo Abatellis e l’Oratorio dei Bianchi.

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