Il Caravaggio rubato a Palermo, uno dei 10 capolavori più ricercati dalle polizie di tutto il mondo

Il 18 ottobre del 1969 a Palermo, nell’oratorio di San Lorenzo, viene rubato il celebre dipinto che raffigura la Natività tra i santi Francesco e Lorenzo


A quasi 50 anni dal furto del quadro che raffigura la Natività tra i santi Francesco e Lorenzo, sono tanti i misteri sull celebre dipinto di Carabaggio. La “Natività di San Lorenzo” di Caravaggio rubata a Palermo nel 1969, nell’oratorio di San Lorenzo, è considerato il “quadro più ricercato al mondo”. Il suo valore di mercato si aggirerebbe intorno ai 30 milioni di dollari: è inserito nella lista dei 10 capolavori più ricercati dalle polizie di tutto il mondo. E’ nella Fbi Top Ten Art Crimes che ritiene il dipinto “un formidabile simbolo e patrimonio dell’umanità, che supera la distinzione tra credenti e non credenti e va oltre la sola Palermo e la sola Italia”.
Da più parti viene rilanciato un accorato appello ai possibili detentori dell’opera affinché, senza alcun compromesso, restituiscano il ‘Caravaggio’ ai siciliani e dunque al mondo intero che da decenni attendono con preoccupazione ma con ottimismo il suo ritorno.caravaggio-nativita-con-i-santi-lorenzo-e-francesco(1)

Come è stato rubato il celebre dipinto? Era la notte tra il 17 e 18 dell’ottobre del 1969, dal furto e dallo sfregio della tela della Natività del Caravaggio presso l’Oratorio di S. Lorenzo a Palermo, dove era conservata. Da allora si hanno solo pochi riscontri (oltre che depistaggi e dichiarazioni inattendibili da parte di pentiti) dell’opera trafugata anche grazie al lavoro instancabile dei Carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Palermo che sarebbero riusciti a ricostruire i passaggi di mano del dipinto fino al 1981, anno in cui si sarebbero perse le tracce, trovandosi più di una volta ad un passo dal recupero.
L’auspcio è che l’opera possa essere riconsegnata ai frati francescani dell’Oratorio di S. Lorenzo e San Francesco, stupendo oratorio di Palermo, dove sono esposti alcuni splendidi stucchi, sacri e allegorici, del grande maestro palermitano del ‘600, Giacomo Serpotta, anch’essi purtroppo in parte depredati.

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