Bisacquino visita guidata al Museo dell’Orologio

Per circa 300 anni gli orologi della famiglia Scibetta a Bisacquino sono serviti ad indicare l’ora ad intere generazioni

Nell’ambito della manifestazione “Le Notti di BCsicilia” si terrà giovedì 9 agosto 2018 alle ore 21,30 l’iniziativa “Bisacquino visita guidata al Museo dell’Orologio”. L’appuntamento è  in Corso Umberto, 76 a Bisacquino. La manifestazione è promossa da BCsicilia, per la salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali, con il patrocinio dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana. Per informazioni:  Tel. 091.8112571 – 346.8241076.

Da circa 300 anni gli orologi della famiglia Scibetta a Bisacquino sono serviti ad indicare ad intere generazioni di uomini, donne e bambini, la sveglia, l’entrata a scuola, il mezzogiorno, l’Ave Maria e la mezzanotte. Da qualche anno tutti gli attrezzi che hanno contribuito alla costruzione degli orologi da torre sono esposti nella vecchia bottega artigianale, diventata “Museo dell’Orologio”. All’interno sono presenti gli strumenti per la costruzione degli orologi, i banconi da lavoro, alcuni esemplari di orologi, una cartina geografica della Sicilia, fatta in lamiera, dove è indica l’esatta ubicazione e la collocazione di tutti gli orologi costruiti dalla famiglia, nei vari paesi della Sicilia. Nella prima stanza è presente “l’Orologio Geografico Universale” che sincronizza il fuso orario di Roma con l’ora dei più importanti fusi orari del globo terrestre. Inoltre è esposto un orologio a “gabbia” da torre funzionante, e tutto intorno una serie di attrezzi che servivano per la realizzazione degli orologi, tra i quali una “fonderia” nella quale sono entrate a migliaia vecchie pentole di rame (da “legare” col piombo e il rame) e sono usciti ingranaggi, ruote ancora funzionanti.

La bottega degli Scibetta è stata visitata anche da Luchino Visconti, in occasione della realizzazione del film “Il Gattopardo“ tratto dal romanzo di Tomasi di Lampedusa. Il regista commissionò a Scibetta un orologio dal movimento più rumoroso, in maniera tale da fare da sottofondo ad una scena boccaccesca interpretata dalla Cardinale e da Alain Delon. Ma la scena del film subì le forbici della censura e fu tagliata.

In copertina l’orologio conservato nel Museo di Bisacquino.

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