U Muzzuni, la festa popolare più antica d’Italia, su OndaTv

Il Muzzuni consiste in una brocca dal collo mozzo, ricoperta con un telo impreziosito con dell’oro e dalla cui sommità viene fatta fuoriuscire una varietà di colori agrest.

La festa del Muzzuni si svolge il 24 giugno di ogni anno ad Alcara li Fusi (Messina), ad oggi è riconosciuta come una delle feste più antiche d’Italia e dal 2014, come tale, è entrata a far parte del Registro delle Eredità Immateriali di Sicilia (R.E.I.S.). Materialmente parlando, il Muzzuni consiste in una brocca dal collo mozzo, ricoperta con un telo impreziosito con dell’oro e dalla cui sommità viene fatta fuoriuscire una varietà di colori agresti ma, dal punto di vista simbolico, fa diretto riferimento al mito greco di Demetra (dea della fertilità) e Persefone (figlia di Demetra e, dunque, frutto della madre terra), che spiega le origini dei ritmi agrari attraverso un racconto fantastico incentrato sulle vicende di queste divinità.
Secondo la sua versione più nota Ade (divinità degli inferi), invaghitosi di Persefone, la rapisce e sposa. Demetra smette di assolvere alle proprie funzioni cosmiche e così il suolo non produce più i suoi frutti. Per risolvere la situazione interverrà Zeus il quale stabilirà che Persefone avrebbe vissuto per sei mesi con il marito e per sei mesi con la madre. Ecco, dunque, giustificata l’origine delle stagioni: quando Persefone scende dell’Ade il suolo si addormenta (solstizio d’estate); quando Persefone risale in superficie il suolo si risveglia (solstizio d’inverno).

Se dunque l’oro del Muzzuni rappresenta un ringraziamento al “supra” per l’abbondanza delle messi, le spighe di grano e gli altri fiori che fuoriescono dalla sua bocca fanno riferimento alla fertilità della terra e, più in generale, anche a quella della donna: non è perciò un caso se la sua realizzazione avviene nel segreto della casa, per mano di donne. Muzzuni per i pagani e gli antichi era anche il simbolo della virilità. Con l’avvento del Cristianesimo e dei conseguenti fenomeni di sincretismo religioso la figura del Muzzuni si legherà a quella di San Giovanni Battista. Da questo punto di vista, infatti, una delle ipotesi sull’etimologia del termine vuole che esso faccia riferimento, nello specifico, alla testa “mozzata” di San Giovanni.
Oggi il Muzzuni si caratterizza soprattutto per la sua funzione socializzante: si sta insieme, si mangia, si canta, si danza, si rafforzano le amicizie attraverso il “rito del comparatico”, che prevede la recita di una filastrocca di fronte all’apposito altarino pagano nonchè lo scambio di doni (oggi dei confetti) tra i soggetti che hanno partecipato al detto rituale. I Muzzuni erano un tempo attestati in tutta la Sicilia ed oggi sopravvivono solo ad Alcara li Fusi, rappresentando una delle voci identitaria di questo antico borgo nebroideo.

Appuntamento a mercoledì e giovedì sera alle 21 con repliche il giorno dopo alle 10.45e 14.45 e la domenica alle 22.45 su OndaTv canale 85 e www.ondatv.it

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