Il gatto selvatico nel Parco dell’Etna

In Sicilia vive l’unica popolazione mediterranea che non è il risultato dell’introduzione dell’uomo. Continua a leggere…

Il gatto selvatico Europeo (Felis silvestris silvestris) presenta una distribuzione molto ampia in Europa ed è classificato come “least concern” (specie a rischio minimo) dalla IUCN, anche se le popolazioni sono in declino in tutto l’areale.

Le popolazioni di gatto selvatico sono solitamente scarse e frammentate, perciò le misure di conservazione devono essere indirizzate alla conoscenza della densità di popolazione, distribuzione e alle eventuali problematiche ecologiche relative all’impatto umano. Il gatto selvatico europeo è minacciato da diversi fattori, i principali sono gli incidenti stradali, gli abbattimenti illegali, l’ibridazione con il gatto domestico, la riduzione degli habitat e l’eccessivo pascolo del bestiame.

In Sicilia vive l’unica popolazione mediterranea che non è il risultato dell’introduzione dell’uomo e, aspetto ancor più importante, il patrimonio genetico di questa popolazione insulare è chiaramente divergente rispetto alle popolazioni italiane continentali, rendendo di fatto questa popolazione una distinta unità di conservazione. I pochi studi scientifici condotti su questa popolazione evidenziano come la popolazione residente nel Parco Regionale dell’Etna sia una fra le più dense (~0.30 gatti per 1 kmq).

Nel 2015 ha preso il via il progetto di ricerca sul gatto selvatico europeo all’interno del Parco dell’Etna in collaborazione con il Dipartimento STEBICEF dell’Università di Palermo sotto la responsabilità scientifica del Prof. Mario Lo Valvo. É coinvolto nel progetto anche il Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Messina (Prof. Emanuele Brianti) per delineare il profilo parassitologico della popolazione dai campioni di escrementi.

Sono state usate numerose fototrappole grazie alla collaborazione offerta dalla Ripartizione Faunistico Venatoria di Catania.

Fonte: Parco Dell’Etna

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